Vorrei raccontarvi una storia che ascoltai ai tempi della scuola elementare e che si intitolava Il Contrabbandiere. La mia maestra raccontava questa storia con una particolare emozione e mai nessuno riuscì ad avere da lei la conferma che si trattasse di un fatto vero o di finzione. Dunque nemmeno io potrò rispondere a questa inquietudine e non mi resta altro da fare se non cominciare a narrarvi il racconto di un agente doganale chiamato Giobatta. Giobatta era un uomo da 55 anni, che lavorava come doganiere in una citta’ europea. Era una piccola e pacifica città di frontiera dove il lavoro era poco. La strada era di solito molto tranquilla, e non c’erano molti viaggiatori. Non era un lavoro molto interessante, ma Giobatta amava la vita semplice e facile.
Dopo alcuni anni Giobatta andò in pensione e cominciò a viaggiare così come aveva desiderato di fare quando gurdava con maliconia tutti quelli che attraversavano la frontiera da lui presidiata. Si trovava in Francia godendosi il viaggio che da sempre aveva sognato, quando una notte, mentre cenava a Parigi in un ristorante di Mont-Martre, dall’altra parte della sala da pranzo vide Luigi che stava cenando in compagnia di altre persone. Giobatta non potette resistere alla curiosità, si alzò e si diresse verso il suo tavolo deciso a parlargli. Buona sera
Luigi, si ricorda ancora di me? –disse Giobatta sorridendo come
per non farsi respingere e con l’intenzione di fissare un appuntamento
per il giorno dopo- Fa ancora il contrabbando con il suo vecchio camion?
. Ferdinad
von Guarenvaldt, 17 novembre 2004 Che
cosa contrabbandava Liuigi di tanto misterioso e in che parte del suo
camion nascondeva la sua mercanzia? > |