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Parma,
16 marzo 1941: poco lontano dalla tenuta di Giuseppe Verdi, nasce
Bernardo Bertolucci. La madre insegna letteratura, storia e geografia,
mentre il padre, Attilio, insegna storia dell'arte e scrive critiche
cinematografiche per la Gazzetta di Parma. Non solo: Attilio Bertolucci
è uno dei più grandi poeti contemporanei. A sedici anni, inizia
a «comporre» (La Teleferica e La morte del maiale), naturalmente
in sedici millimetri. Poi la famiglia si trasferisce a Roma, in
un palazzo dove già abitava Pierpaolo Pasolini. Nel 1961 Pasolini
gira Accattone: al suo fianco, come assistente, c'è Bernardo. Un
anno dopo, a vent'anni, Bertolucci debutta ufficialmente nella regia
con La commare secca. È il più giovane regista della storia del
cinema. Dopo molti altri film, nel '73 arriva Ultimo tango a Parigi,
ormai parte della storia del cinema. Il film fu sottoposto a censura.
L'opera, tuttavia, ebbe un successo straordinario: «un film che
mutò il volto dell'arte», scrisse il New Yorker. Negli anni Settanta
videro la luce Novecento, La tragedia di un uomo ridicolo e La luna.
L'idea per il film che avrebbe vinto nove oscar, venne da un incontro
casuale con la biografia di Pu Yi, il Signore dei Diecimila Anni
trasformato in umile cittadino. Nel 1987, dunque, il successo incredibile
dell'Ultimo Imperatore. Poi, arrivano Piccolo Budda (girato ai tempi
in cui è stata fatta questa intervista) e Io ballo da sola.
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