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E'
con molta gioia che presento la pubblicazione di alcuni testi prodotti
dagli allievi del corso di scrittura creativa che si è collocato
con successo nel progetto "Teatro & Territorio".
Il lavoro, proposto e svolto da Tamara Taiti, è stato coerente
con le modalità di approccio e le tecniche teatrali utilizzate
dalla scuola, inserendosi a pieno titolo nelle iniziative proposte dal
laboratorio teatrale che prevedono l'ampliamento della cultura teatrale
ed artistica in tutte le sue forme ed espressioni.
Le attività di questo laboratorio, tese a stimolare la dimensione
creativa ed artistica , si sono soffermate, attraverso l'esternazione
di sentimenti ed emozioni, su parti di sé talvolta poco conosciute
e un po' dimenticate.
Maria
Pia Suma
INTRODUZIONE
Il poeta non ama i grandi eventi
i rumori.
Vive
la magia delle piccole cose.
Ogni
volta
stupito
costruisce una perla
intorno a un granello di sabbia
che gli entra nell'anima.
Tamara
Taiti
Mi
inquietano quegli occhi
che mi portano lontano
oltre il mare.
Mi perdo tra le onde
e risalgo sull'azzurro.
Brilla
immutato il riflesso
di un mare sognato
che si perde
negli abissi dei pensieri.
(poesia di gruppo)
FOTO
La donna seduta al tavolo
cammina con passo svelto e vecchio
nei miei ricordi.
Voltata
controlla immobile
il vestitino rosso della bambina
la quiete non stride con la fretta
e la fatica della sua andatura.
La
donna con uno sguardo la protegge
e ormai vicina le regala un sorriso.
Una
lontana e irrinunciabile sensazione scivola dalla foto al ricordo
ma permane insistente e dolciastra
nei miei pensieri.
Cinzia Ancillotti
PADRONA DEL
MONDO
Imprigionata
nei minuscoli pensieri
di un'immensa fantasia
la curiosità
galleggia nell'aria
che sfiora la bambina.
La
vita imbocca
la gigante golosità
di un'invidiata età.
Non
sceglie di diventare grande.
Impalpabile
il mondo le offre
la sensazione dell'esperienza.
La
bambina pensa.
Cinzia
Ancillotti
Il mare finisce sulla riva
con rumore di onda
l'acqua si spezza
e rinasce diversa.
L'uomo guarda
come ogni giorno
questo miracolo
conta
come ogni giorno
i regali del mare
e la vede
metà donna metà pesce.
Con il vento che punge gli occhi
e le mani che tremano
prova a fuggire
dal mare che canta
dal mare che chiama.
Non ci sono difese
il mare è una culla che domanda di andare
è un canto che dice
andiamo a morire
e a rinascere pioggia.
Melissa Calvetti
Come neve
che scende
senza fare rumore
vi rubo il fuoco di un camino acceso
il respiro delle cose non dette
un bottone perduto.
Il singhiozzo
che spezza la voce
dice che è tardi per pensare
che è ora di tornare a parlare
di noi e dei pensieri
cullati in una notte di alba pigra
in una notte senza lei
con una penna che cerca riposo
su un foglio bianco.
Ci
addormentiamo
e tutto è quasi detto
e tutto è ancora da dire
e noi strette vicine
più forte del sole che ci viene a chiamare.
Melissa Calvetti
INFANZIA
Profumo di pane appena sfornato
giochi all' ombra del grande pistacchio.
Vai, più forte, più in alto!
Su quell' altalena a toccare il cielo.
La sera quel cielo si tingeva di stelle luminose,
anche le luci del paese lassù avevano il loro fascino.
Tutto era bellissimo.
Ma la mattina era troppo presto per alzarsi.
Ma cosa fai ancora lì? Dai sbrigati che papà ti aspetta,
è tardi!
Cento cose da fare, ma come facevi a farle tutte?
E in maniera impeccabile.
Dimmelo, perché adesso non ci riesco.
Ma non voglio pensarci.
Meglio sentire il profumo di quelle rose.
Ti ricordi quando si ammalarono?
Quell'estate che cadevano i petali, senza nemmeno toccarle.
Ma che freddo l' inverno
quando dovevi studiare con lo scaldino e la coperta sulle gambe.
Freddo
tranne quella volta, l'unica che nevicò.
Mai visto tutto quel bianco
e che silenzio!
Rosaria
Cammarata
TU ERI
Tu
eri la mia prigione e la mia forza
le mie piaghe e la mia speranza.
Tu eri il muro di Gerico
la pozza d'acqua scura
e il sole oltre il muro
l'acqua limpida della mia anima tersa
la felicità crocifissa e la serenità acquistata.
Volo d'angelo nel baratro oscuro
ali bianche nel cielo quotidiano.
Magnificami
Vergine del tuo splendore.
Rosaria
Cammarata
Esausta
la coscienza
si abbandona
e immagini e voci affiorano
leggere
perso ormai nel tempo
ritrovo il tuo volto
i capelli neri, lunghi
poca carne addosso
hai spalancato gli occhi quando ti ho
dato del lei
e adesso il vecchio sono io
ti ho lasciata nella terra
nell'acqua ti ritrovo
finalmente
profugo nel quadrato
della tua opera al nero
Giulio
Casciani
Soli nel tempo
barricati tra quattro mura
la violenza sta nelle piccole cose
nei gesti mancati
e nelle parole non dette.
Adesso siamo qui e possiamo dimenticare
soli nel tempo
che il tempo è già finito
e le domande sono finite
è tutto molto chiaro adesso
adesso che il tempo
si ripiega su se stesso
senza più luce né voci
e precipita nel vuoto.
Ormai chiudiamo gli occhi
alla luce di un nuovo giorno
e già nuove vittime
vanno incontro
ai loro assassini
Giulio
Casciani
VIA
Ti
ho vista andare
via di schiena
insieme a spazzole oblii e fotografie
via
da due solitudini
senza lamenti senza tormenti
via
dai silenzi assordanti
delle sere in bilico
dal buio delle notti di spalle
via
dai prati spelacchiati
coperti dalla neve soffice di febbraio
via
da certi non so
in risposta alle ragioni
alla contumacia in un cellulare
via
con una valigia di cartone
con lo spago intorno
e nei capelli un giglio
via
senza un alibi
con un alias nuovo
sulla vecchia carta
Ti
ho vista andare
via sul fischio del vapore
su una carrozza di sola
andata
Davide
De Servi
IL PIRATA
Una bandana gialla
sdraiata su di una panchina
in silenzio e senza padrone
a respirare l'estate
Il pirata senza mare e senza spada
è salpato per difendere il suo sorriso
dall'angoscia della discesa
Col coraggio breve di una pedivella
smisurato lampo sull'Izoard
e coriandoli sul Tourmalet
da ghermire prima che
mutino in foglie secche
Il trucco e il vestito da carnevale
si sciolgono al suono ruffiano
d'un pudico bacio
di una ragazza distratta
nel viaggio verso lo striscione
dorato ritiro tra le pagine rosa
Davide
De Servi
OSSIDIANA
Essenza
d'infinito
sei arrivata dall'universo
in piccole particelle
rinata, qui
fredda
alla mia mano
mi parli di mondi passati
e a venire
nel tuo profondo nero
sento il calore vivo
dell'eterno.
Aurelio Grecomoro
SEGNI DI PADULE
I gabbiani sanno
che non gli sparano.
Il
tuono dei colpi lacera
quel senso d'infinito a cui
era appeso tutto il Padule
ed
essi scuotono le acque, s'alzano
agitano il cielo denso, immobile
di nuvole
sono
graffiti
le scure ali, svirgolano
su gli olmi incantati.
Imbrancati,
non sanno
cos'è la solitudine
eppure
il loro canto
è struggente voce di sax
rauco lamento, che
sale dal profondo
di
questa terra d'acqua.
Aurelio Grecomoro
CONFINE
Eri
la verità
la mia verità
la mia luce
la stabilità del mio pensiero
Non
c'erano limiti all'amore
scorreva fluido e limpido
come un torrente di montagna.
Non c'erano confini
Poi
si cresce, si aprono
gli occhi su un mondo
dove le verità non sono
più le tue.
Cadono
certezze
Quell'amore
così limpido
ha macchie oscure ovunque.
Sei
diventato il mio confine.
Selena Lori
VIAGGIO
Hai sognato, sperato, lottato
per un viaggio che ti portasse via
da legami con radici così profonde.
Non
saper trovare una via.
Hai
visto nuove spiagge, hanno lasciato
qualcosa di incancellabile.
C'è
sempre un inizio e una fine.
Tu
hai scelto di tornare
a un'aspra consuetudine.
Selena Lori
Tra tutte
le case che ho vissuto
è qui che è rimasto il mio cuore
è qui che torno ogni notte
per sedermi su una vecchia poltrona
o per affacciarmi al balcone
e farmi portare via
ormai leggera
dal vento del mare.
Non importa se il fuoco è spento
brucia il ricordo
scaldano visioni e profumi
come mille fili incandescenti
che mi tengono legata a questa collina
a queste mura
a tutti i miei fiori
ai gatti, all'uva, alle sete
alla mia malattia
Torno finalmente senza nessuna paura
tocco ogni cosa, respiro ogni cosa
chiamo il mattino
e mi lascio svanire alla luce dell'alba.
Resterà il mio odore nelle stanze
fra le rose che ho accarezzato?
Valeria
Maccioni
Ogni volta
che pronunci il mio nome
il mio cuore inizia a sanguinare
così riempio la casa di fiori
di fiori gialli
perché si mescolino al rosso
del mio sangue
e si portino via l'odore della morte
del sesso
dei figli lontani
e della tua voce.
Lui
le disse che avrebbe spostato le nuvole per lei.
Lei, morendo di tempesta, gli credette.
Valeria
Maccioni
E' un lungo
viaggio il mio.
Da
un'aspra montagna
intravedo la spiaggia della mia infanzia.
E'
lontana, sfocata.
Gratto
nei ricordi
e riaffiorano le mie radici.
Franca Paci
Un
soffio di vento increspa le onde
tanti spruzzi si levano al cielo
a sbiadire le stelle.
La
gioia di vivere perde colore.
Tutto
è inafferrabile
l'affanno è un amico che ti prende la mano
ma la luna si volta
guarda le stelle in un tenero abbraccio
e le restituisce all'antico splendore.
Erano
voragini
colme di richieste mute
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